Brochure Mostra della Bibbia - Ed. Casa della Bibbia - pag. 17

Attualità del racconto biblico
Una pubblicazione su una Mostra della Bibbia sarebbe incompleta se non si spendesse ancora qualche parola sul messaggio che questo Libro straordinario contiene. Citiamo, fra le tante, l’affermazione di papa Gregorio Magno (590-605), quello che riformò il canto sacro, chiamato appunto “gregoriano”: egli definì la Bibbia “una lettera scritta da Dio agli uomini”.

La Bibbia però non è un racconto unico con un gruppo di personaggi che agiscono seguendo una trama lineare. È una raccolta di parecchie decine di libri diversi, ognuno con il suo tema ed il suo stile letterario. Il periodo in cui vissero le persone di cui la Bibbia riferisce il nome e le imprese rea diverso dal nostro; gli usi e la cultura che costituiscono lo sfondo degli avvenimenti potrebbero sembrare totalmente estranei all’esperienza dei lettori moderni. In effetti il mondo della Bibbia era una società pretecnologica: i viaggi erano lenti e il lavoro faticoso, l’ambiente era agricolo -pastorale. Le immagini che gli scrittori biblici usano per rappresentare l’azione di Dio e i problemi scottanti della vita e della morte provengono direttamente dai campo di grano e dai campi di battaglia del Medio oriente di molti secoli fa. Così alcuni sono portati a ritenere la Bibbia sia solo il racconto di un tempo passato, interessante, ma senza alcun riferimento alla vita di oggigiorno.

Ma non è così: le persone di cui la Bibbia riferisce il nome e le imprese non sono in effetti molto diverse dalle persone non sono in effetti molto diverse dalle persone del nostro tempo e di qualsiasi altro tempo. Ne vogliamo dare un esempio, parlando brevemente di un fatto capitato al famoso re Davide (un personaggio di circa 3000 anni fa). Quando era all’apice della sua potenza, questo re si comportò come uno dei tanti despoti orientali suoi contemporanei, macchiandosi di adulterio e di omicidio. L’episodio, arcinoto, è quello di Davide e Betsabea, di cui recentemente si è occupato anche il cinema. La Bibbia (2° Libro di Samuele, cap.11 e seguenti) dice lapidariamente che “quello che Davide aveva fatto dispiacque al Signore”. Dunque. Dio aveva lasciato Davide libero di agire, aveva osservato e disapprovato, ed ora gli manda il conto da pagare. Il messaggero del Signore è in questo caso un profeta, di nome Natan, che affronta Davide raccontandogli una storia. Apparentemente sembra sia la storia di un altro: un uomo ricchissimo a cui non manca nulla, ad un certo punto si impadronisce dell’unico agnello di un poveretto. Davide si indigna nell’ascoltare le parole di Natan ed esclama, su tutte le furie: “Giuro quant’è vero Dio, che chi ha fatto questo merita la morte!”. Ed il profeta allora, di rimando a lui; “Tu sei quell’uomo!”.

Così dunque parla la Bibbia nel corso dei secoli ed anche oggi. Ci racconta la storia di uomini vissuti millenni prima di noi, in condizioni tanto diverse; eppure quelle storie parlano di noi ed a noi. Da ogni pagina della Bibbia ci sentiamo arrivare addosso questa accusa: “Tu sei quell’uomo!”.