Brochure Mostra della Bibbia - Ed. Casa della Bibbia - pag. 16
La Bibbia dopo il Concilio Vaticano II
ino al 1965 (Concilio Vaticano II) era formalmente proibito ai cattolici (e a tutti i cittadini) di leggere la Bibbia nella propria lingua, salvo permessi speciali.
Talvolta succedeva che il potere civile assecondasse la proibizione della Chiesa addirittura con arresti e condanne per lesa religione dello Stato. Abbiamo già riferito di quel gruppo che fu arrestato a Firenze in casa di Fedele Betti nel 1851. Un’altra vicenda ebbe addirittura risonanza internazionale. E’ quella dei coniugi Madiai, arrestati nel 1852 per lo stesso “reato” (lettura del Vangelo in italiano),l e condannati ai lavori forzati.
Ma in campo cattolico, con il passare del tempo, questo clima di persecuzione si attenuò progressivamente, fino a giungere alla solenne dichiarazione del Concilio del 1965, durante il pontificato di Giovanni XXIII. Ne riportiamo il testo:
E’ necessario che i fedeli abbiano largo accesso alla Sacra Scrittura. Poiché la Parola di Dio deve essere a disposizione di tutti in ogni tempo, la Chiesa cura che si facciano traduzioni appropriate e corrette nelle varie lingue, a preferenza dai testi originali. Se queste saranno fate in collaborazione coi “fratelli separati” (cioè i Protestanti, N.d.r.) potranno essere usate da tutti i cristiani.
Venne così stampata nel 1968 (Mondadori Verona), la “Bibbia Concordata” tradotta dai testi originali con introduzioni e note a cura della Società Biblica Italiana. Il suo significato fu quello di aver riunito, per la prima volta, gli esegeti cattolici e protestanti (e anche quelli ebraici per l’A.T.), per tradurre e commentare i libri contenuti nella Bibbia.
Seguendo le indicazioni del Concilio Vaticano II, nel 1971 la Conferenza Episcopale Italiana produce la Versione C.E.I., partendo finalmente dai testi originali e non più dalla Vulgata. Questa è oggi la versione usata dalla Chiesa Cattolica per gli usi liturgici (editio princeps), e si trova in vendita a basso costo dappertutto, perfino nei supermercati.
Nel 1985 esce poi la Traduzione interconfessionale in lingua corrente (nota come TILC), prodotta in collaborazione tra la cattolica Ellenici (LDC) e l’Alleanza Biblica Universale (ABU).
Nel 1986 le Devoniane di Bologna stampano in italiano – utilizzando la versione CEI – la famosa Bibbia di Gerusalemme (BJ), che era uscita nell’edizione francese fin dal 1974. Nota in tutto il mondo attraverso molteplici versioni, questa Bibbia commentata è opera dei migliori esegeti cattolici francesi, che hanno preparato introduzioni, commenti, titoli esplicativi e referenze marginali ai passi paralleli.
Per contemplare il quadro delle attuali traduzioni in italiano anche in campo evangelico, ricordiamo ancora che nel 1991 l’editrice La Buona Novella di Brindisi stampa la “Nuova Diodati”. È la versione Diodati riveduta soltanto nella lingua, per avvicinarla a quella oggi parlata. Essa risente ovviamente del presupposto di partenza. È detto infatti nella prefazione:
“Per il Nuovo Testamento il testo critico usato è il Textus Receptus, quello sostanzialmente seguito dal Dr. Giovanni Diodati e in seguito pure dai traduttori della King James Version, la versione della Bibbia che ha avuto maggior uso e diffusione nel mondo inglese”.
Nel 1994 la Società Biblica di Ginevra, dopo vent’anni di lavoro, dà alle stampe la Nuova Riveduta. Nella prefazione viene specificato che “essa si colloca nella linea della tradizione del testo tradotto da Giovanni Diodati nel 1607 a Ginevra, ma allo stesso tempo se ne distingue sia per l’aggiornamento linguistico, sia per la revisione fatta sulla base dei manoscritti greci ed ebraici più antichi e prestigiosi, che non erano disponibili settant’anni fa e ancor meno all’epoca di Diodati stesso”.
Nel 1997 la Quarta Edizione della Nuova Riveduta viene munita di note e riferimenti paralleli, ed inoltre accoglie anche alcuni aggiornamenti basati sulle scoperte archeologiche e sul contributo dei Rotoli di Qumran.