Brochure Mostra della Bibbia - Ed. Casa della Bibbia - pag. 12

Le traduzioni cattoliche in italiano della fine del '700
inalmente, dal 1769 al 1781, l'arcivescovo di Torino Antonio Martini, per ordine del papa, traduce tutta la Bibbia in italiano dal testo della Vulgata. L'opera viene ritenuta dai cattolici a giusta ragione un "capolavoro letterario", ed è stata la traduzione ufficiale della chiesa di Roma fino alle edizioni "rivedute sui testi originali" che si sono poi sviluppate anche in campo cattolico nel XX secolo. (È da osservare che il Martini conosceva bene le lingue originali, ma dovendo obbedire agli ordini ricevuti da Roma, si attenne scrupolosamente alla Vulgata di Girolamo. Tuttavia, quando notò delle inesattezze in cui era incorso il suo celebre predecessore, non mancò di segnalarle diligentemente nelle note).

Le revisioni ottocentesche della traduzione Diodati
opo circa due secoli si sentì il bisogno di aggiornare la lingua usata dal Diodati, che era l'armonioso italiano del Seicento. Le revisioni ebbero luogo a Londra, a cura di quegli esuli che vi avevano trovato rifugio a causa dell'intransigenza degli stati italiani in materia di fede religiosa.(La versione Diodati venne poi diffusa in Italia a cura della Società Biblica Britannica e Forestiera). Nel 1849 a Roma, durante la "Repubblica Romana", a cura di Giuseppe Mazzini furono stampate 3000 copie del Nuovo Testamento Diodati. Le copie vennero poi distrutte alla restaurazione dello Stato Pontificio.