Brochure Mostra della Bibbia - Ed. Casa della Bibbia - pag. 9

La ricerca del "testo originale greco" del Nuovo Testamento
bbiamo fin qui parlato della Vulgata di Girolamo, cioè della traduzione della Bibbia in latino. PEr sapere se questa traduzione era corretta, bisognava confrontarla con i manoscritti nelle lingue originali - ebraico per l'Antico e greco per il Nuovo Testamento - che in effetti abbondavano nei monasteri e nelle biblioteche. Ma se questi presentavano una grande uniformità per l'Antico Testamento (Testo Masoretico ebraico), non così era per quelli del Nuovo Testamento, in greco, che presentavano molte varianti.

A parte semplici errori od omissioni, talvolta queste varianti avevano una certa consistenza. In certi casi, sembrava che note di chiarimento e aggiunte a margine fossero entrate a far parte del testo durante successive copiature. Fu così che nel 1516, a Basilea, l'umanista Erasmo da Rotterdamo produsse una edizione a stampa del Testo Greco del Nuovo Testamento, che secondo lui doveva essere accolta come "Testo Originale".

Il testo greco adottato da Erasmo, noto in seguito come Textus Receptus, venne ristampato nel 1551 dal parigino Robert Estienne, il quale per la prima volta vi introdusse la suddivisione in capitoli e versetti, che da allora fu adottata da tutti gli editori (ed è quella che usiamo ancora oggi).