Brochure Mostra della Bibbia - Ed. Casa della Bibbia - pag. 6

Quanto ai manoscritti del Nuovo Testamento, vogliamo dare qualche cenno su due fra i più importanti documenti che hanno permesso agli studiosi di avvicinarsi sempre di più al testo originale. Qui di fianco è riprodotta una pagina del Codice Sinaitico, oggi a Londra, che contiene tutto il Nuovo Testamento (oltre all'Antico nella traduzione greca dei Settanta), e che risale circa all'anno 375. La storia della sua scoperta è veramente affascinante.

Nel 1844 il biblista tedesco Tishendorf, in visita al Monastero di Santa Caterina sul Sinai, riuscì a salvare 129 fogli di pergamena che erano già stati destinati dai monaci ad essere bruciati per il riscaldamento; 43 di essi poté portarli via subito.
Egli si accorse che contenevano il più antico testo greco del Nuovo Testamento. In una seconda visita, nel 1853, allorché chiese che cosa ne era stato degli altri 86 fogli, nessuno più ne sapeva niente. Ma nel suo terzo viaggio, nel 1859, l'amministratore del convento gli consegnò un pacco di fogli di pergamena, che oltre agli 86 fogli cercati ne conteneva altri ancora (più di 300!).
Tischendorf, in una lettera alla moglie, descrisse la sua reazione di fronte alla scoperta: "Avevo le lacrime agli occhi e in cuore una commozione mai provata...”. Con una lunga e difficile trattativa Tischendorf riuscì a convincere i monaci ortodossi del monastero a donare il prezioso Codice allo Zar Alessandro Il, considerato come il patrono della Chiesa di rito orientale.
E il Codice rimase a San Pietroburgo fino al 1933, quando il governo sovietico pensò di disfarsene. Fu allora che venne acquistato dal British Museum di Londra per la somma di 100.000 sterline, raccolte mediante una sottoscrizione popolare.


Come secondo documento, riportiamo la fotocopia di una pagina del Papiro P66, nono come Papiro Bodmer II, che oggi si può considerare il più antico fra i manoscritti maggiori di testi neotestamentari, e che è anche quello scoperto più di recente.

Nel 1956 il professor Victor Martin dell’Università di Ginevra presentò il testo di un codice papiraceo ancora sconosciuto, proveniente dalla biblioteca Bodmer di Cologny presso Ginevra. Secondo ulteriori ricerche (Hunger, Vienna, 1960) si accertò che il manoscritto risale a non oltre la metà del II secolo d.C. E’ dunque fino ad oggi il più antico manoscritto neotestamentario che contenga un “libro” completo. Le 104 pagine conservate intere presentano infatti il Vangelo di Giovanni pressoché completo. Inoltre, per la prima volta il testo biblico non è più scritto su un papiro arrotolato, bensì è disposto in forma di libro, benché il materiale sia papiro e non pergamena come avverrà più tardi.