Brochure Mostra della Bibbia - Ed. Casa della Bibbia - pag. 5

Tuttavia ese venivano preparate con grande precisione, che per il popolo ebreo diventò addirittura proverbiale. Comunque, questa pignoleria non scaturiva da esigenze di scrupolosità scientifica, ma dalla profonda e sentita venerazione per la Parola di Dio. E proprio tale meticolosa accuratezza è per noi oggi la più forte garanzia sulla preservazione del testo.

Il periodo che va dal V al X secolo (l'Alto Medioevo) è stato definito a ragione il periodo dei "secoli bui". Avvenimenti sconvolgenti si accavallarono.
Dal 313 il Cristianesimo diventò religione ufficiale dell'Impero (Editto di Costantino), e la sua carica spirituale si offuscò alquanto di fronte alle ragioni della politica. Poi i Barbari cominciarono a varcare i confini dell'Impero e dilagarono in Italia. L'Impero si sfasciò. Il vescovo di Roma fu chiamato Papa. Gli Arabi, diventati Islamici, si espanseo e tentarono di conquistare l'Europa. I Cristiani si divisero in due chiese separate, di rito greco e di rito latino. I soprusi e gli egoismi dei richhi affondarono i poveri nella più tremenda miseria. In un'ignoranza pressochè generale la superstizione dilagò. Si diffusero le eresie. Si susseguirono i Concili. Si affermarono il culto di Maria e dei santi. Si venerarono le immagini, si adorarono le reliquie. Quanto alla Bibbia, il popolo analfabeta sapeva forse solo che esisteva, e lo considerava un libro dotato di strani poteri.

Ma in questo immenso deserto di barbarie, in questa specie di necropoli, dove si erano dissolte le ultime tracce della società antica, viene in evidenza e si espande il più straordinario fenomeno religioso, sociale e culturale del Medioevo: il Monachesimo. E, fino all'invenzione della stampa, le copie dei testi biblici vennero eseguite soprattutto dai monaci cristiani, ai quali siamo pure debitori della trasmessione di tutte le altre opere letterarie dell'antichità classica.

In Italia il primo monastero fu quello di Montecassino, fondato da Benedetto da Norcia nel 529. La regola stabilita da Benedetto era "ora et labora", cioè prega e lavora. Sono note tutte le benemerenze che i Monasteri ebbero in campo economico e sociale.
Ma soprattutto essi ebbero l'enorme merito di salvare e trasmettere ai postei quel che rimaneva della cultura antica. Furono infatti le biblioteche dei grandi conveti benedettini a conservare e a tramandarci le Orazioni di Cicerone, le Odi di Orazio, le Storie di Tacito, tutte opere che sarebbero andate altrimenti perdute, travolte dalla furia devastatrice dei barbari.

E dunque, nell'ambito di queste note sulla trasmissione del testo biblico, dobbiamo riconoscere ai monaci il merito di aver copiato e ricopiato anche gli Scritti Sacri, con un lungo, paziente e scrupoloso lavoro. Furono dunque quegli oscuri monaci a compilare i preziosi manoscritti dell'Antico Testamento (in greco) e del Nuovo Testamento, che sono giunti fino a noi.

I manoscritti antichi sia dell'Antico che del Nuovo Testamento sono estremamente rari e preziosi, sono custoditi nelle biblioteche più famose e possono essere consultati solo da studiosi qualificati. Tuttavia, per averne un'idea, in questa Mostra è possibile ammirare un rotolo in pelle del Libro di Ester, e un rotolo della Torah (ossia la Legge, cioè i primi cinque libri della Bibbia). Ovviamente questi rotolo furono scritti a mano, con la scrittura ebraica (che è una scrittura piuttosto difficile, che si sviluppa da destra a sinistra).

Come è noto, nel 1947 fu scoperto a Qumra, nei pressi del Mar Morto, un manoscritto completo del Libro di Isaia (il maggior profeta dell'Antico Testamento). Questo rotolo, pur essendo una copia dell'originale, è assai antico perchè risale al 2° secolo a.C. Oggi è custodito a Gerusalemme, in un apposito Museo chiamato Il Santuario del Libro.